In memoria del Che

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

50 anni fa, il primo pomeriggio del 9 ottobre 1967 in Bolivia era ucciso Ernesto Guevara detto il "Che", uno dei principali promotori, secondo solo al futuro presidente del consiglio Fidel Castro, della rivoluzione comunista a Cuba contro il governo del presidente Fulgencio Batista, rettore di un'amministrazione controllata dagli americani. Prima di diventare il Che, Ernesto Guevara era un giovane argentino appartenente ad una famiglia di ceto medio, cosa che gli permise di acquisire un notevole livello di cultura dovuto alle letture di opere narrative o anche filosofiche. Nel corso della sua giovinezza, Ernesto fece un viaggio in motocicletta assieme ad un suo amico, esperienza che lo portò a visitare tutto il Sudamerica, a contemplare lo sfruttamento di manodopere dei diversi stati (come ad esempio il Cile) da parte delle multinazionali americane e che lo avrebbe formato politicamente come uomo (nonostante nella sua vita studentesca non abbia preso parte attiva ad attività politiche). Dopo essersi laureato in medicina e aver intrapreso un altro viaggio in Guatemala per esercitare la sua nuova professione di medico, Ernesto vide con i suoi occhi come il governo di sinistra del Guatemala, osteggiato dagli Stati Uniti, fu vittima di un colpo di stato organizzato dalla CIA che trasformò il paese in una dittatura. Fu in Guatemala che Ernesto entrò in contatto per la prima volta con Fidel, Raul e gli esuli cubani oppositori al regime di Batista, a cui si unì per organizzare la rivoluzione.

 

Fu qui che nacque il Che (espressione argentina spesso usata da Guevara) che assunse il titolo di Comandante e fu tra i capi del Movimento del 26 Luglio, presieduto da Castro. Nonostante l'iniziale insuccesso la rivoluzione fu vittoriosa grazie alle tattiche di guerriglia del Che basate sulla teoria del focolaio, ossia che la rivoluzione dovesse essere portata avanti nelle campagne e dovesse mirare ad aumentare il malcontento popolare nei confronti del governo in modo tale da garantire la formazione di un esercito regolare rivoluzionario in opposizione a quello di Batista. Dopo la battaglia di Santa Clara, vinta dal Che, il nuovo governo venne formato e Ernesto assunse il ruolo di ministro dell'economia. Fu allontanato da Cuba da Castro per intrattenere i rapporti con l'Unione Sovietica , in cui fu molto apprezzato, a causa dei suoi orientamenti dichiaratamente comunisti, ideologia allora solo parzialmente appoggiata da Fidel. Dopo un fallimentare tentativo di rivoluzione in Congo, dovuto alla scarsa disciplina della popolazione, Ernesto assunse la guida della movimento rivoluzionario boliviano. Tuttavia la rivoluzione in Bolivia, a causa della scarsa popolarità di Ernesto nell'ambiente (diverso da quello di Cuba), alla scarsità dei mezzi e all'appoggio della CIA alle forze governative, fallì, e il Che fu tradito da uno dei suoi e catturato l'8 ottobre 1967 per poi essere ucciso il 9 ottobre 1967. Le sue ultime parole all'uomo che lo uccise, sparandogli alle gambe per far credere che fosse morto in combattimento, sarebbero state "spara codardo, stai per uccidere un uomo".

 

Condividendo o meno la sua ideologia, è impossibile negare l'importanza del Che nella cultura di massa degli anni Sessanta e successivi. Grazie anche alla qui presente foto di Alberto Korda la sua faccia fu il simbolo della lotta dei paesi del terzo mondo contro il capitalismo e l'imperialismo occidentale, rappresentato dagli Stati Uniti. Non fu un teorico come Marx né un leader politico come Lenin e neanche un adattatore delle idee comuniste come Mao. Il Che fu un uomo di azione, e le cui azioni hanno portato a quello che era l'unico stato occidentale dichiaratamente comunista, e per questo ostacolato dagli americani. Alcuni lo considerano un mostro, un assassino che torturava prigionieri politici e li condannava senza processo, per altri resta un difensore dei deboli contro i forti, un uomo devoto ad un ideale per cui ha sempre agito e combattuto fino a morire. Per tutti comunque Che Guevara resta un simbolo, sta ad ognuno documentarsi e giudicare

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna


Questo articolo é stato letto: 22 volte

Leggi anche:

Choose your language!
Arabic Chinese_simplified English French German Japanese Portuguese Russian Turkish
Social

Facebook Wstoriadellarte

Twitter @wstoriadellarte

Instagram @wstoriadellarte_

Youtube wsavonainarte

http://www.wstoriadellarte.eu/new/images/youtube-banner-video.png
Lezioni digitali
http://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/1 rin.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/assss.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/goo.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/i soll.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/immmm.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/or.jpg
Utenti online
 267 visitatori online

Con il patrocinio

della Delegazione di Savona

Sito del FAI di Savona

Ora siamo anche su Youtube!

Iscriviti al canale dedicato ai beni culturali

del territorio savonese!


Storia dell'Arte.eu è segnalato da:
 Il Blog dell'Arte