Karate: la grande disciplina giapponese

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Kara significa vuoto. Te significa mano. La parola giapponese karate, nel complesso, si compone di vuoto e pugno, non il vuoto in sé, ma in relazione a un lavoro, a un'attività, cioè mettersi all'opera per fare il vuoto. Il termine zen ku, che indica lo spirito vuoto, l'assenza di Ego, può essere pronunciato anche "kara". Il karate si pratica attraverso il karate-dō, dove significa Via, ovvero il percorso di autoperfezionamento che si intraprende attraverso questa disciplina. Pertanto Karate-Dō significa "Via della Mano Vuota". Okinawa si praticava l'arte marziale dell'Okinawa-te, detta più semplicemente Te, ma anche Tode. Per facilitare la diffusione del karate in Giappone, Gichin FunakoshiKanryo Higaonnamescolarono i due nomi dell'arte di Okinawa: presero le parole Tode e Okinawa-te (e ovviamente anche Te) e ne fecero un parola unica: ToTe. Scelsero apposta l'ideogramma to perché si poteva leggere sia "to", sia "Kara".
Kara in questo caso voleva dire "vuoto". La parola divenne perciò karate col significato di mano vuota, ovvero un'arte marziale senza l'uso di armi

karate Metodo di difesa compreso nelle arti marziali giapponesi, di notevole pericolosità, in quanto tende a colpire i punti vitali del corpo dell’avversario con la mano o con il piede. Di origine antichissima e incerta, si sviluppò come arte marziale nel 16° sec.; intorno al 1920, per opera del maestro G. Funakoshi.

Il karate è un’antica disciplina nata in Giappone ad Okinawa, isola dell’arcipelago delle Ryukyu, quando nel XV secolo, durante l’invasione cinese, per timore di sommosse, agli abitanti fu vietato l’uso di tutte le armi. Il divieto si mantenne durante la successiva invasione giapponese del XVII secolo, così gli abitanti, per difendersi dagli attacchi degli invasori, si allenarono segretamente al combattimento a mani nude.


Fra i numerosi karateka di valore, il maestro Gichin Funakoshi, scomparso a Tokio nel 1957, si distinse per aver fondato lo stile Karate Shotokan, lo stile più conosciuto e oggi maggiormente praticato di questa disciplina. Egli manifestò la sua passione per l’arte marziale sin da piccolo, e apprese le sue conoscenze del karate grazie agli allenamenti con l’illustre maestro Ankō Asato, che lo sottoponeva a una dura disciplina.


Il karate è un’antica ed affascinante arte marziale di autodifesa, che si fonda su nobili principi, in primis sul rispetto per l’avversario e sull’autocontrollo: più che uno sport è una filosofia di vitabasata sulla non violenza e sulla meditazione. Originariamente era riservato agli uomini, solo più tardi fu praticato anche dalle donne, ma ormai è assodato che questa disciplina, grazie alla gradualità degli allenamenti e al controllo dello sforzo muscolare, è adatta a tutti.

http://seguilatuapassione.it/karate-piu-disciplina-uno-stile-vita/


 

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