L’anno 1066 nella storia dell’ Inghilterra

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Il 1066 vide tre re d’ Inghilterra( Edoardo il Confessore, Aroldo II, e Guglielmo il Conquistatore), tre grandi battaglie (battaglie di Fulford, di Stamford Bridge e di Hastings) e un evento astronomico ( il passaggio della cometa di Halley).

Il 5 gennaio 1066 muore il re Edoardo il Confessore, penultimo re d’Inghilterra della dinastia anglosassone, fautore di una politica filonormanna e pacifista - culminata nella decisione di smantellare la flotta stabile inglese - che nel 1060 aveva formalmente designato come suo erede il duca Guglielmo II di Normandia, chiamato anche Guglielmo il Bastardo (per la sua nascita illegittima) e poi Guglielmo il Conquistatore (per le sue conquiste in Britannia). Tuttavia nel 1066, alla morte di Edoardo, il giorno del suo funerale, Harold Godwinson, conte di Wessex e genero del defunto, contro le sue ultime volontà, con l'appoggio della Witenagemot (“assemblea dei notabili” che affianca il re nel governo) , si fa incoronare re con il nome di Aroldo II d'Inghilterra, non curandosi di aver prestato in Normandia giuramento di fedeltà a Guglielmo, rinunciando ad ogni pretesa di successione al trono d'Inghilterra . Questo giuramento sarebbe rappresentato da una formella dell'arazzo di Bayeux, in cui Guglielmo è seduto sul trono ducale con la spada alzata,con accanto due reliquiari, uno dei quali racchiude certamente le ossa venerande dei martiri Raven e Rasilfo, conservate presso la cattedrale di Bayeux. Con una mano tesa su ciascuno di essi, Aroldo si trova più o meno obbligato a prestare giuramento. I testimoni della scena, con ogni evidenza attentissimi, fanno risaltare con i loro atteggiamenti, l'espressione dei visi, i pollici alzati, la gravità del sacro impegno. Tuttavia oggi, vi è generale concordanza nel pensare che tale giuramento sia stao prestato realmente ma che sia stato solo un inganno, poiché Aroldo avrebbe affermato di non sapere che vi fossero delle ossa di un santo nascoste sotto il libro sul quale aveva giurato.

Guglielmo, appena apprese la notizia dell'incoronazione di Aroldo, inviò messaggeri in Inghilterra per ricordare allo stesso Aroldo la promessa fattagli e poi in tutta Europa per denunciarne lo spergiuro e quindi, con l'approvazione del Papa Alessandro II – che gli inviò, in segno della sua benedizione, lo stendardo di San Pietro considerandolo ormai come futuro vassallo della chiesa - progettò l'invasione dell'Inghilterra. Chiamò alle armi tutti i feudatari del ducato e inviò richiesta di aiuto a volontari da tutto il nord Europa e dalle Puglie ed inoltre ordinò che in tutto il ducato di Normandia si predisponessero natanti per il trasporto delle truppe ed equipaggiamenti e viveri necessari per l'impresa.

Tra il 1 maggio e il 24 agosto 1066 nei cieli di Inghilterra fu visibile una stella splendente con la coda, la cometa che fu poi chiamata di Halley, descritta dagli annali europei dell’epoca con quattro volte la grandezza luminosa di Venere e con una luce uguale ad un quarto di quella della luna, e raffigurata in una formella dell’arazzo di Bayeux in una scena in cui, all'esterno del palazzo, sei uomini in preda allo spavento additano in cielo una grande palla di fuoco con la coda fiammeggiante. Nell'epoca medioevale si era accentuata, rispetto all’antichità, la tendenza a considerare le comete come segni infausti, portatori di sciagure. Astrologia e superstizione, mescolandosi, attraverso la fantasia e la paura, ingigantivano quello che l'occhio aveva visto o aveva creduto di vedere. Le comete vennero raffigurate come spade, pugnali, scimitarre o oggetti di morte e comunque associati a morti di persone illustri, quali re, regine o signori potenti, spesso ideando comete mai apparse per spiegare morti (come per esempio la cometa di cui abbiamo notizie, ma che sicuramente non è mai apparsa, della morte di Carlo Magno nel 814), o disastri naturali. Nei mesi del 1066 in cui la cometa di Halley fu visibile in cielo nessuno, però, sapeva a chi fosse destinata la sventura, se agli inglesi o ai normanni, per cui agirono ignorando la superstizione.

Il primo problema per Aroldo venne dal fratello esiliato Tostig. Nel maggio 1066 le navi di Tostig razziarono la costa meridionale dell'Inghilterra prima di volgere la prua verso la Scozia. In Scozia Tostig strinse con Harald Hardrada (Aroldo lo Spietato), re di Norvegia, un patto in cui accettava di supportare Hardrada nella sua invasione dell'Inghilterra. Harald Hardrada era pretendente al trono d'Inghilterra, in forza di un supposto patto stretto tra il Re di Norvegia, Magnus, e il re d'Inghilterra e di Danimarca, Hartacanuto, secondo il quale se uno dei due fosse morto senza eredi l'altro sarebbe diventato sovrano di Norvegia e d'Inghilterra.A questa alleanza sembra che si sia unito anche il duca Guglielmo di Normandia, ma non esistono prove che lo confermino.

All'inizio di settembre del 1066, Hardrada salpò dalla Norvegia con 300 navi. All'approdo sulla costa inglese, la sua flotta fu affiancata dalle navi di Tostig ed insieme risalirono il fiume Ouse verso la città di York.Il 20 settembre, nelle paludi vicino a York, fu combattuta la battaglia di Fulford. La vittoria andò ai norvegesi che si aprirono un varco verso York, tuttavia le perdite non furono rilevanti per entrambi i fronti.

Nel frattempo Gugliemo in Normandia attendeva che il vento fosse favorevole alla traversata, organizzando, secondo la mentalità medioevale, processioni di reliquie per avere le condizioni atmosferiche adatte. Il 29 settembre 1066, 700 navi normanne con 10 mila uomini forniti di cavalli approdarono nel Sussex. Quattro giorni prima il 25 settembre 1066 sulle coste dello Yorkshire si era svolta la battaglia di Stamford Bridge, dal nome di un villaggio dell'Inghilterra orientale in cui avvenne, considerata come l'atto conclusivo dell'epoca vichinga in Inghilterra. Re Aroldo II d'Inghilterra si scontrò con Harald con un suo esercito, prendendolo di sorpresa, disarmato e impreparato, dopo una marcia leggendaria, a tappe forzate, dalla parte meridionale del regno.

Secondo la Cronaca anglosassone, il ponte sullo Stamford (da cui prendeva il nome il villaggio) venne immediatamente occupato da un guerriero norvegese armato di ascia, senza armatura, che combatteva in modo furioso. Costui era di enorme statura e terrorizzò l'esercito inglese. Egli riuscì a tenere il ponte per circa un'ora, buttando di sotto tutti quelli che cercavano di passare, fino a che gli inglesi non riuscirono ad ucciderlo, posizionando una piccola nave al di sotto del ponte e trafiggendolo con una lancia.

Questo ritardo nell'ingaggiare battaglia diede ad Harald Hardrada sufficiente tempo per posizionare il suo esercito in formazione circolare su di un'altura, lasciando avvicinare gli inglesi che erano costretti a volgere le spalle al fiume. Dopo un'ostinata battaglia con ingenti perdite da ambo i lati (ma soprattutto dalla parte dei semi-disarmati norvegesi), Harald Hardrada e Tostig furono uccisi. I rinforzi arrivati servirono solo ad allungare la battaglia, che, però, alla fine si risolse a favore dell'esercito inglese, il cui re concesse una tregua ai sopravvissuti (guidati dal figlio di Harald Hardrada, Olaf) e li lasciò salpare, dopo averli fatti giurare che non avrebbero mai più attaccato l'Inghilterra.

Questo successo anglosassone non era comunque destinato a durare. Poco più di due settimane dopo la battaglia, infatti, il 14 ottobre 1066, dopo aver condotto a tappe forzate il suo esercito dallo Yorkshire fino alla costa sud-orientale dell'Inghilterra, Guglielmo, duca di Normandia, si scontrò l Hastings con Aroldo II per il controllo dell’Inghilterra.

Guglielmo era sbarcata a Pevensey, nel Sussex, il 28 settembre 1066, pochi giorni dopo la vittoria di Harold sui vichinghi e aveva fatto costruire un castello in legno nei pressi di Hastings, da utilizzare come base.La scelta di sbarcare in quella zona era una diretta provocazione ad Aroldo dato che il Sussex era un suo dominio personale. Egli infatti si mosse immediatamente, senza dare tregua e rinforzare il suo esercito.L'esercito sassone era costituito soprattutto da manipoli di fanteria pesante, molto potente, ma assai poco manovrabile in battaglia. I fanti sassoni si dividevano in due corpi: il più numeroso era costituito da guerrieri armati in modo più o meno efficace, secondo le proprie risorse econimiche, chiamati fyrdmen, cioè uomini liberi, il secondo era costituito dagli housecarles, cioè i membri della guardia privata della guerra, veri e propri professionisti della guerra. Il forte dell'esercito di Guglielmo era invece formato soprattutto dalla cavalleria composta prevalentemente da cavalieri appartenenti alla nobiltà, coperti di un elmo di metallo di forma conica, di uno scudo ovale detto “ a mandorla” con il quale poteggevano tutto il corpo e di una cotta di maglia che copriva il busto, le braccia , fino ai gomiti, e le gambe fino alle ginocchia , che avevano anche il vantaggio di possedere la staffa che, fissata alla sella, dava molta più stabilità al cavaliere in combattimento, permettendogli di rimanere in sella quando colpiva il nemico, ed imprimeva più potenza alla lancia (come si può vedere nell’arazzo di Bayeux).

Quando Guglielmo sbarcò sul suolo inglese l'esercito sassone mosse immediatamente contro l'invasore. La fanteria sassone prese posizione sulla Senlac Hill, una bassa collina circa 10 km a nord di Hastings che dominava la pianura antistante il punto di sbarco dell'esercito normanno.

Aroldo sapeva di non poter competere contro la cavalleria normanna e così posizionò i suoi uomini in una solida formazione, ripiegata sulle ali, in cima alla collina. In questo modo, i suoi uomini, abituati al corpo a corpo e difesi da un insuperabile muro di scudi, avrebbero facilmente avuto la meglio sulle truppe normanne

Lo scopo di Guglielmo, era di far cadere in trappola lo schieramento nemico, trascinandolo in campo aperto, dove la sua cavalleria avrebbe facilmente avuto la meglio sulla fanteria nemica. Mentre Aroldo sperava di riuscire a rimanere arroccato sulla collina.

Lo scontro cominciò in mattinata. Gli arcieri di Guglielmo si portarono ai piedi del colle per scoccare i dardi, che ,però, non ebbero alcun effetto, dal momento che o superavano la postazione dei Sassoni o finivano sugli scudi. Entrarono quindi in campo la fanteria e la cavalleria che, però, arrivate stremate in cima all’altura, non poterono fare nulla contro il muro di scudi e vennero ricacciate indietro. Nella foga della battaglia però, un gruppo di Sassoni si mise ad inseguire i Normanni e si allontanò dallo schieramento. Essi scesero dall’altura, ma si ritrovarono isolati dal resto del gruppo e furono sconfitti dai Normanni.

Visto quello che era accaduto, Guglielmo convinse i suoi a fingersi spaventati e, al successivo attacco, quando i Normanni cominciarono a ritirarsi, gran parte dei Sassoni si gettò all’inseguimento. Scesi dal colle, i cavalieri si voltarono e caricarono sulla scompigliata formazione nemica. Aroldo era rimasto sul colle con i suoi soldati più fedeli quando, una seconda volta, Guglielmo chiamò in causa i suoi arcieri per lanciare sui superstiti che si rannicchiarono sotto i loro scudi. Sfortunatamente per i Sassoni, una freccia riuscì a passare e colpì Aroldo ad un occhio. Approfittando di quell'attimo di vulnerabilità, quattro cavalieri normanni lo raggiunsero e lo fecero a pezzi. La morte di Aroldo abbatté il morale dei suoi uomini che si diedero alla fuga. Solamente gli housecarles rimasero sul colle e finirono massacrati dalla cavalleria normanna. Al tramonto i Normanni erano padroni di Senlac Hill. Tutta l’impresa è mirabilmente narrata, nell’ottica di Guglielmo,nell’arazzo di Bayeux .

 

Guglielmo, diventato con la vittoria di Hastings il Conquistatore, non aveva adesso più rivali. Marciò rapidamente attraverso l'Inghilterra, ottenendo la sottomissione dei vari signori anglosassoni. Il 25 dicembre 1066 Guglielmo fu incoronato nell'abbazia di Westminster come primo re d'Inghilterra della dinastia dei Normanni e regnò fino al 9 settembre 1087.

Con la vittoria di Hastings gli invasori stabilirono il controllo sull’isola. Solo Scozia e Galles rimasero indipendenti. Questo evento fu così importante nella storia dell'Inghilterra (e anche dell'Europa) da rappresentare un vero e proprio spartiacque all'interno del Medioevo inglese: l'Inghilterra dopo molti secoli tornò a essere più strettamente connessa con l'Europa e le sue vicende, mentre andò diminuendo l'influenza della Scandinavia. Gli eventi messi in moto dall'arrivo dei normanni portarono alla nascita di una delle più potenti monarchie europee e di uno dei sistemi di governo più sofisticati dell'Europa occidentale. La conquista normanna portò con sé anche cambiamenti linguistici e culturali e gettò le basi per la lunghissima ostilità anglo-francese che durerà fino all'entente cordiale (“intesa cordiale”) del 1904. Rappresentò infine l'ultima conquista militare dell'isola da parte di un esercito straniero.

 

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