La guerra civile cinese

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

L'esperienza della Cina comunista ha ufficialmente inizio nel 1949 con la nascita della Repubblica Popolare Cinese con a capo il segretario del Partito Comunista Mao Tse Tung. La conquista del potere avvenne a seguito di un lungo periodo di guerra civile, che vedeva contrapposti il Kuomintang, il partito nazionalista che governò la Cina dopo la fine del millenario impero tentando di condurla alla modernità , e il Partito Comunista, anch'esso capace di esercitare una forte influenza con le masse istigando la convinzione che il mezzo migliore per liberarsi del vecchio ordine imperiale e degli aspetti retrogradi dello stato fosse la rivoluzione. Nonostante i due fronti uniti tra nazionalisti e comunisti, il primo contro i signori della guerra che avevano tentato di neutralizzare la neonata Repubblica Cinese e il secondo contro l'invasore giapponese, le persecuzioni politiche e gli scontri armati tra i due partiti mai cessarono, in quanto essi avevano la comune caratteristica di aver bisogno del sostegno dell'intera Cina per i loro propositi. Chang Kai Shek, capo del partito nazionalista e presidente della repubblica cinese, instaurò una dittatura militare e mai rinnegò la sua ostilità nei confronti degli avversari, che furono perseguitati anche quando l'imperialismo giapponese costò alla Cina parte del suo territorio, ossia la Manciuria che venne annessa al Giappone nel 1931. La direzione della gestione della guerra nello schieramento comunista fu assunta da membri del Comintern, rappresentanti quindi di Mosca, che, ignorando la realtà cinese e proponendo uno schema rivoluzionario che non poteva funzionare, chiedevano che la resistenza al Kuomintang avvenisse senza l'abbandono delle città, in quanto esse dovevano essere i focolari per la rivoluzione. Nonostante la dirigenza cinese approvasse, contrariamente si espresse il giovane membro del partito Mao Tse Tung, che era convinto che la chiave della vittoria del proletariato non fosse nelle masse operaie delle città, bensì nelle campagne, che costituivano gran parte del territorio cinese. Mao assunse l'effettiva dirigenza del partito nel 1935 dopo che, ormai circondati dalle armate nazionaliste superiori a loro per numero e mezzi, diresse nel 1934 la cosiddetta “Lunga Marcia”, ossia la ritirata strategica dell'Armata Rossa cinese nelle basi del nord, che richiedeva l'aggiramento del blocco imposto dal nemico e un cammino di migliaia di chilometri sotto fuoco nemico nelle zone meno ospitali della Cina. Nonostante l'alto costo in vite umane, una piccola parte dell'Armata sopravvisse e ciò arricchì il prestigio di Mao all'interno del partito, in quanto non solo si era presentato come fautore di una vittoria impossibile distaccandosi dalla dirigenza sovietica, ma aveva anche diffuso le sue dottrine all'interno di una porzione di territorio vastissima, trovando molti alleati nelle campagne. Nel 1937, quando l'invasione giapponese colpì interamente la Cina, Chang Kai Shek, costretto dai suoi generali a cessare l'inutile persecuzione dei comunisti, sopportò gran parte dell'attacco non allontanandosi dal Sud, dove erano le sue basi, e di conseguenza non fornendo supporto alle azioni belliche del Partito Comunista. Il rifiuto di una collaborazione effettiva costò molto al Kuomintang, mentre Mao fu abile nell'ottenere consenso con le sue vittorie attraverso la guerriglia contadina, garantendosi il sostegno delle masse. Dopo l'entrata in guerra degli Stati Uniti, Chang Kai Shek colse l'intervento americano come occasione per riprendersi dai combattimenti, perdendo parte del suo prestigio, mentre Mao riuscì a espandere il territorio comunista ben oltre i confini prima della guerra, cosa che portò a un bilanciamento delle forze dei due partiti alla fine della guerra. Nonostante il tentativo di unire i due fatto da diplomatici americani, i negoziati non presero mai piede e la guerra continuò, con l'introduzione del sostegno delle due grandi potenze mondiali ormai pervase dalla mentalità della Guerra Fredda. Col tempo e le varie tregue imposte dagli Stati Uniti, che inconsapevolmente fecero sì che Mao si riprendesse da un iniziale periodo di sconfitte, Chang Kai Shek vide le proprie forze logorate dalla guerriglia comunista e fu costretto alla ritirata a Taiwan, sede che per anni rappresenterà la “vera Cina” agli occhi del mondo occidentale e tuttora porta il nome di “Repubblica di Cina”, e a contemplare impotente la nascita della Repubblica Popolare.

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna


Questo articolo é stato letto: 149 volte
Choose your language!
Arabic Chinese_simplified English French German Japanese Portuguese Russian Turkish
Social

Facebook Wstoriadellarte

Twitter @wstoriadellarte

Instagram @wstoriadellarte_

Youtube wsavonainarte

http://www.wstoriadellarte.eu/new/images/youtube-banner-video.png
Lezioni digitali
http://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/1 rin.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/assss.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/goo.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/i soll.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/immmm.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/or.jpg
Utenti online
 208 visitatori online

Con il patrocinio

della Delegazione di Savona

Sito del FAI di Savona

Ora siamo anche su Youtube!

 

Iscriviti al canale dedicato ai beni culturali

del territorio savonese!


Storia dell'Arte.eu è segnalato da:
 Il Blog dell'Arte