Savona: da grande porto a città dimenticata

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savona14 giugno 1940. Una enorme squadra navale francese si dispone davanti alle città di Genova e Savona. Inizia un violento bombardamento. È il primo evento bellico che interessa le città. Ma, pensandoci oggi, non riusciamo a capire l'importanza di bombardare la seconda. Eppure, nel 1940, Savona era il 3° porto commerciale più grande d'Italia, dopo Napoli e Genova.

Savona, sin dalla costituzione del Comune nel 1191, è stato un porto fondamentale nei traffici mediterranei prima e globali poi. Questa sua potenza darà fastidio alla vicina Genova, tanto che nel 1528 la Repubblica interrò definitivamente la darsena della città della Torretta. La storia della potenza savonese riparte poi a partire dal XVIII, con la ripresa delle attività commerciali. Con Napoleone essa diviene sede papale e porto francese per il Piemonte. Con l'arrivo del dominio sabaudo la città ottiene una riforma strutturale enorme, che potenzia l'apparato portuale, porta alla fondazione delle gigantesche acciaierie Tardy & Benech (attive fino agli anni '90 del secolo scorso) e crea una nuova struttura urbanistica su modello torinese.

Con l'inizio del XX secolo, Savona diviene un potentissimo porto italiano. Sede di fiorenti commerci mondiali, grande centro produttivo metallurgico, la città ha uno dei più alti standard di vita del Paese. Nel periodo fascista il territorio cittadino si espande. Ma l'ombra della seconda guerra mondiale è lunga e nera. Moriranno centinaia di persone, gran parte del centro storico e delle aree portuali verranno devastate dalle bombe inglesi ed americane. Dopo l'8 settembre le truppe tedesche occupano il comune, uno dei primi nell'Italia settentrionale. Nell'entroterra le unità partigiane sono tra le più attive del Paese. Ma con il 25 aprile, Savona riottiene l'antico prestigio. Tra gli anni '50 ed i '90, il porto è tra i più attivi della penisola dal punto di vista commerciale. Arrivano navi da Cina, URSS, Inghilterra, Germania, Svezia, Argentina e molti altri. Sembra che nulla possa andare male. Ma ad un certo punto la tecnologia cambia. I trasporti si iniziano a svolgere tramite container e navi enormi, per i quali le aree portuali non sono predisposte. Contemporaneamente, le acciaierie chiudono.  È la fine per la potenza savonese nei commerci.

La crisi economica non fa che peggiorare la situazione della città. Il porto riacquista importanza dal punto di vista turistico con la conversione in scalo centrale della Costa Crociere.

Oggi, la città di Savona è un semplice capoluogo di provincia, dimenticato da molti. Le amministrazioni comunali, a causa dei problemi di bilancio, non riescono a valorizzarne la cultura e l'importanza storica. Ma, lentamente, qualcosa sta rinascendo. Nuove iniziative culturali stanno facendo molto per riportare in auge una città che, nel corso dei secoli, ha avuto un posto molto importante nella storia del Mediterraneo e d'Italia.

 

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