Il destino dei corazzati dismessi

Valutazione attuale: / 8
ScarsoOttimo 

LentaLe armi, si sa, diventano obsolete, prima o poi. Nemmeno i veicoli blindati e corazzati, ahimè, sono immuni alla morsa del tempo e dell'avanzamento tecnologico (per quanto in alcuni Paesi del mondo si vedano ancora sfilare tra le truppe in servizio vecchi carri armati della seconda guerra mondiale). Il punto però è: e dopo? Che fine fanno, una volta dismessi, i mezzi da combattimento? Qui di seguito tratterò in breve il caso italiano, ma per farlo dobbiamo spostarci a Lenta, in provincia di Vercelli.

Nel territorio vercellese, a pochi chilometri dal paese di Arborio, si trova un terreno di oltre tre milioni di metri quadrati, circondato da circa 9km di reticolati, in cui l'Esercito Italiano ha ammassato, negli ultimi 20 anni, oltre 4000 veicoli bellici dismessi. A differenza degli altri Paesi NATO, infatti, l'Italia non ha voluto demolire tali macchine, durante la lunga fase di graduale disarmo iniziata con la fine della Guerra Fredda e culminata con i trattati internazionali in materia del 2012, in quanto l'industria e l'economia nazionali non sarebbero state in grado, in caso di bisogno, di attivarsi rapidamente per la costruzione di nuovi veicoli in caso di conflitto. Dunque, per oltre due decenni, tutto ciò che veniva rimosso dal servizio veniva portato a Lenta, e qui parcheggiato in attesa di disposizioni.

Nel 2012, con il Trattato di Disarmo Internazionale, l'Esercito ha finalmente iniziato ad eliminare qualche veicolo. Attualmente, nell'area, è presente un macchinario che ha il compito di demolire i corazzati qui stipati. Sono soprattutto i mezzi per la fanteria più vecchi ad essere distrutti. E gli altri? Bè, i alcuni possono essere richiesti da associazioni culturali, comuni o altri enti per divenire monumenti o parti di museo (non obbligatoriamente fissi, si parla anche di veicoli in grado di muoversi per film, rievocazioni o simili); dopo una valutazione e la decisione del prezzo, gli armamenti eventuali vengono smontati o piombati (e dunque resi inutilizzabili) ed infine avviene la consegna. I mezzi più moderni, poi, vengono talvolta venduti funzionanti a Paesi esteri con accordi di acquisto armamenti con l'Italia (questo vale soprattutto per i blindati "Centauro" ed i corazzati di appoggio per la fanteria). Nonostante ciò, la maggior parte dei materiali parcheggiati a Lenta restano lì, ad arrugginire, in attesa di una decisione sul loro destino, quantomai incerto in un momento come questo, in cui l'Esercito si trova costretto, ma senza fondi, a sostituire il suo carro armato da combattimento, il C1 "Ariete", con qualcosa di più moderno: molte imprese, come l'eccellenza mondiale battente la nostra bandiera, Leonardo, propongono di recuperare temporaneamente corazzati dismessi e di ammodernarli, così da limitare i costi e poter concentrare più denaro sullo sviluppo di un nuovo progetto.

SatelliteVediamo, infine, di fare una carrellata dei metallici abitanti di questo vasto terreno governativo (nella foto a lato potete vedere una piccola parte del deposito ripresa da un satellite). Il grosso dei mezzi (oltre 3000) è costituito dai vecchi e da sempre poco amati (in Italia) cingolati da trasporto fanteria M113, di fabbricazione statunitense. Sono presenti anche alcune centinaia della assai più apprezzata versione italiana, tuttora in servizio, il VCC-1 "Camillino". Altri mezzi, presenti in diverse decine, arrivati di recente sono i famosi e rinomati blindati pesanti B1 "Centauro" (la cui sostituzione con la nuova versione ultramoderna, il B2 "Centauro II", è iniziata nel 2018) ed i medi "Puma", in fase di graduale dismissione. Parlando di corazzati, troviamo la quasi totalità dei semoventi d'artiglieria M109 (di produzione americana), ormai in fase terminale di ritiro dal servizio. Infine, parlando di carri armati, possiamo trovare a Lenta la totalità delle due tipologie di veicoli da combattimento pesante simbolo degli anni dai '60 ai '90 per l'Esercito Italiano: gli statunitensi M60 "Patton" (circa 300, su cui è incentrato il progetto sopracitato di Leonardo) ed i tedeschi "Leopard 1" (oltre 900 esemplari, comprese le versioni specialistiche, ancora oggi in servizio, come gettaponte, carro sminatore, ecc...).

Attualmente il deposito di Lenta è in servizio a pieno regime, sia nella custodia che nella demolizione dei veicoli. La speranza è che, negli anni a venire, la sua attività diminuisca gradualmente, portando certamente benefici all'ambiente: 4000 carri armati che arrugginiscono tra le risaie non sono certamente un toccasana...

 

Questo articolo é stato letto: 57 volte

Leggi anche:

Choose your language!
Arabic Chinese_simplified English French German Japanese Portuguese Russian Turkish
Social

Facebook Wstoriadellarte

Twitter @wstoriadellarte

Instagram @wstoriadellarte_

Youtube wsavonainarte

http://www.wstoriadellarte.eu/new/images/youtube-banner-video.png
Lezioni digitali
http://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/1 rin.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/assss.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/goo.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/i soll.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/immmm.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/or.jpg
Utenti online
 241 visitatori e 18 utenti online

Con il patrocinio

della Delegazione di Savona

Sito del FAI di Savona

Ora siamo anche su Youtube!

 

Iscriviti al canale dedicato ai beni culturali

del territorio savonese!


Storia dell'Arte.eu è segnalato da:
 Il Blog dell'Arte