Il fascino di Plutone...

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90 anni dopo la sua scoperta, avvenuta il 13 febbraio 1930, il pianeta nano Plutone svela uno dei molti misteri che lo circonda.

La circolazione dei venti che determina alcune sue peculiari caratteristiche sarebbe dovuta a un nucleo di azoto ghiacciato.

La superficie di questo pianeta, infatti, presenta una zona a forma di cuore, denominata dagli scienziati Tombaugh Regio in onore dell'astronomo Clyde Tombaugh che scopri Plutone.  Il lobo sinistro di questa "romantica" forma é costituito da uno strato di ghiaccio di mille kilometri che si sviluppa dentro un bacino profondo tre kilometri; sarebbe proprio questa regione a regolare la circolazione atmosferica del pianeta secondo il recente studio condotto dall'Ames Research Center della NASA.

Il ghiaccio di azoto di questa zona quando passa allo stato gassoso unendosi a piccole quantità di monossido di carbonio e metano forma la sottile atmosfera di Plutone: durante il giorno lo strato più superficiale di azoto ghiacciato si riscalda e si trasforma in vapore; di notte con la discesa delle temperature si condensa e forma nuovamente il ghiaccio. Questo ciclo è il motore dei venti che circolano sul pianeta spingendo l'atmosfera a circolare.

I ricercatori hanno scoperto che i venti sopra i 4 km/h soffiano da est verso ovest, in direzione opposta alla rotazione del pianeta. Il fenomeno è chiamato retro-rotazione ed è dovuto al fatto che l’azoto all’interno della regione Tombaugh Regio vaporizza a nord e diventa ghiaccio a sud.

Questa circolazione dei venti determina sia il clima sia la morfologia del pianeta nano; infatti  l'aria, mentre si muove vicino alla superficie, trasporta calore, granelli di ghiaccio e foschia, creando pianure nelle zone settentrionali del pianeta.

Questo affascinante pianeta dal 2006 non può più essere definito tale: infatti 14 anni fa gli scienziati hanno stabilito che non rispettava più i requisiti necessari per portare quel nome e perciò lo hanno declassato a pianeta nano. Fin da subito in molti si sono opposti, ma a questa lista si sono recentemente aggiunti anche gli astronomi della Universiy of Central Florida, secondo I quali i criteri per definire pianeta un oggetto celeste fissati dall'Unione Astronomica Internazionale sarebbero molto discutibili.

Per poter essere chiamato pianeta, un corpo celeste deve soddisfare tre requisiti fondamentali:essere abbastanza massiccio perché la sua gravità gli conferisca una forma tondeggiante, orbitare intorno al Sole e dominare la propria orbita, ovvero aver sgomberato la sua "zona" di Sistema Solare da altri corpi celesti.

Proprio quest'ultimo requisito è stato fatale a Plutone: infatti condivide la sua orbita con altri piccoli oggetti "trans-nettuniani" e per questo gli scienziati hanno deciso di declassarlo.

Il criterio "fatale" fu introdotto nella prima metà del 1800 dato che, grazie ai progressi compiuti in questo campo, venivano individuati sempre più corpi celesti e per evitare di avere un numero esorbitante di nuovi pianeti inventarono questa restrizione.

Negli ultimi anni, però, questa terza condizione non venne quasi mai tenuta in considerazione e per valutare la natura di un corpo celeste ci si affida principalmente ai primi due; anche per questo le proteste si sono sempre fatte sentire e dopo l'ultima scoperta Plutone é diventato ancora più affascinante, quindi molti scienziati hanno colto l'occasione per rinnovare il loro disappunto. Tra questi uno in particolare spicca per importanza: l'amministratore capo della NASA Jim Bridenstine, il quale durante una visita all'Università del Colorado a Boulder ha ripetutamente ribadito la sua posizione sostenendo che le caratteristiche uniche che la sonda New Horizons sta portando alla luce compensano le orbite "ballerine" di Plutone.

Che sia un pianeta oppure un pianeta nano, a mio parere, resta solo una questione puramente formale, le sue caratteristiche sono così uniche e affascinanti che riescono a superare ogni limite "burocratico" di noi umani!

Bibliografia :https://www.google.com/amp/s/www.media.inaf.it/2020/02/05/venti-cuore-plutone/amp/https://www.google.com/amp/s/www.focus.it/amp/scienza/spazio/pianeti-del-sistema-solare-il-ritorno-di-plutone

 

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