Il piano di ammodernamento della Marina Militare Italiana

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RivaQuante volte ci è capitato di sentire, in riferimento alle nostre Forze Armate, frasi come: "Siamo rimasti agli anni '70", "Cade tutto a pezzi", "Ci sono più mezzi fuori uso che in servizio". In effetti, fino a pochi anni fa, questa era la realtà. Ma dal 2013, con nuove leggi in materia, è iniziato un processo di ammodernamento considerevole, soprattutto per la Marina Militare. Vediamo cosa è cambiato o cambierà nei prossimi anni.

 

Classe Doria

Nel 2014 l'allora Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio De Giorgi, riuscì a far approvare una legge, nota come "Legge Navale 2014-2022", in cui si segnalavano le necessità di ammodernamento della flotta e delle strutture della Marina, giunte ormai quasi al collasso, e si stanziavano i fondi per le operazioni necessarie. Gran parte delle navi in servizio, infatti, superavano i 25/30 anni di vita e non erano più conformi ai nuovi compiti, ai nuovi standard ed alle nuove tecnologie. In particolare, le unità più moderne erano la portaerei "Cavour" (C550) (2008), i due cacciatorpediniere "Andrea Doria" (D553) e "Caio Duilio" (D554) (rispettivamente del 2007 e del 2009), i sottomarini "Salvatore Todaro" (S526) e "Scirè" (S527) (entrambi del 2006), i pattugliatori classe "Sirio" e "Comandanti" (primi anni 2000) e le nuovissime fregate "Carlo Bergamini" (F590), "Virginio Fasan" (F591), "Carlo Margottini" (F592) e "Carabiniere" (F593) (del 2011, 2012, 2013 e 2014). All'epoca risultavano, inoltre, ordinate o in costruzione altre 2 fregate ed altri 2 sommergibili.

Classe MaestraleTuttavia, la spina dorsale della Marina era ancora molto vecchia. Ancora utilizzabili per alcuni anni risultavano i due cacciatorpediniere classe "Luigi Durand del la Penne" (di fine anni '80), quattro delle otto fregate classe "Maestrale" (fine anni '70-inizio anni '80), due dei quattro sommergibili classe "Nazario Sauro" ancora in servizio (fine anni '80), la portaerei "Garibaldi" (C551) (1983), i quattro pattugliatori classe "Cassiopea" (inizio anni '90). Queste navi saranno tutte dismesse entro il 2025, assicurando ancora affidabilità per almeno altri 5/6 anni.

Classe StromboliLa flotta comprendeva poi una miriade di unità ormai vecchie ed incapaci di reggere il confronto con le controparti moderne, oltre che di svolgere i nuovi compiti: le ultime fregate classe "Lupo" (inizio anni '70), le altre quattro "Maestrale", due sommergibili "Nazario Sauro", le otto corvette classe "Minerva" (seconda metà degli anni '80), l'intera flotta di cacciamine classe "Lerici" e "Gaeta" (anni '80-'90), le tre navi da sbarco classe "San Giorgio" (anni '80), le due navi da rifornimento classe "Stromboli" (seconda metà degli anni '70), la nave appoggio subacqueo "Anteo" (A5309) (con quasi 35 anni di servizio) e gran parte del naviglio minore. Gran parte delle unità appena citate sono state già poste in disarmo, o lo saranno, entro la fine del 2019. Ma non si può lasciare che il loro posto resti vuoto. Che fare?

De Giorgi aveva le idee chiare: una Marina come quella italiana, con i suoi compiti, non necessita di un enorme numero di unità, ma di poche navi adatte a svolgere molti compiti differenti. Per fare ciò occorre molta tecnologia, che solo nuove costruzioni possono fornire alla Forza Armata. Ed è così che si stabilirono le nuove necessità della flotta: dismettere i vecchi mezzi in favore di nuove classi di imbarcazioni ad altissima versatilità e tecnologia.

Classe BergaminiLe prime interessate furono le fregate classe "Bergamini", che furono portate dall'originario numero di 6 a 10, da consegnarsi entro il 2021. Fu poi la volta dei sommergibili classe "Todaro", per cui fu confermato l'ordine di altri due battelli ( il "Pietro Venuti" ed il "Romeo Romei", in servizio dal 2016-17) e preparato quello per altri due, con caratteristiche migliorate. Il "Garibaldi", poi, sarebbe stato sostituito da una nuova nave portaelicotteri/portaerei, che avrebbe tuttavia preso anche il posto di uno dei battelli da sbarco "San Giorgio": tale unità, chiamata "Trieste", è attualmente in costruzione ed entrerà in servizio nel 2022. Per sostituire altre fregate, l'intera flotta di corvette ed i pattugliatori più anziani è stata studiato un nuovo tipo di vascello, mai visto prima e con una elevata modularità, che gli consentirà di assolvere compiti che spaziano dal combattimento pesante alla sorveglianza, dal salvataggio in mare alla protezione civile: i Pattugliatori Polivalenti d'Altura (PPA), il primo dei quali ("Paolo Thaon di Revel") sarà varato a giugno 2019; la classe sarà composta da 7 battelli, più altri 3 ancora in opzione. Le navi da rifornimento saranno sostituite dalla classe "Vulcano", la più avanguardia al mondo per la sua categoria, la cui prima unità entrerà in servizio attorno al 2021. Sono poi state realizzate due piccole imbarcazioni per l'appoggio alle attività degli incursori, dette UNPAV (Unità Navali Polifunzionali ad Altissima Velocità), la prima delle quali è stata varata nel 2018. Altri battelli destinati ad altri compiti sono al momento in fase di studio e saranno realizzati entro il 2025. Inoltre, De Giorgi organizzò la sostituzione della componente aerea della marina, basata su elicotteri anni '70-'80 (AB-212 e SH-3) ed i caccia "Harrier" degli anni '80, con i nuovi velivoli SH-90 (2006), EH-101 (2000) ed F-35B (2015, ma con entrata in servizio in Marina prevista insieme alla nuova portaerei "Trieste").

Grazie alla "Legge Navale" del 2014, la Marina Militare ha, ed avrà, di nuovo i mezzi per assolvere il suo compito di principale forza navale del Mediterraneo, portando a compimento nel modo migliore possibile i suoi compiti di difesa dei confini marittimi, lotta al traffico di merci e persone, operazioni di salvataggio e soccorso umanitario e salvaguardia dell'ambiente marino.

 

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