Melatonina mania

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Formula della melatonina

La melatonina piace perché promette un sonno naturale,  non sembra dare effetti collaterali e se ne si digita  il nome online ne emergono articoli che ne vantano i benefici contro invecchiamento, pressione alta, depressione, addirittura tumori.

Fu scoperta nel 1958, è  un ormone prodotto dagli organismi  quando fa buio. Il picco di concentrazione viene raggiunto fra le 2 e le 4 di notte, con qualche differenza in base all’età: nei neonati, fra mezzanotte e le otto del mattino, negli adolescenti il rilascio avviene più in ritardo che negli adulti (uno dei motivi per cui si addormentano tardi e si svegliano con più fatica). E la ghiandola pineale, che produce la melatonina, ne cala la quantità man mano che si invecchia.

Nell'ultimo secolo si è scoperto che la melatonina non solo adatta l’organismo al riposo ma lo prepara metabolicamente per il giorno successivo. Alcuni studi si concentrano sul suo utilizzo in malattie psichiatriche e disturbi neurologici, come depressione e disordini del sonno, altri ne analizzano l’eventuale protezione nei confronti dei tumori, altri ancora ne hanno suggerito la possibile utilità come anti ipertensivo.

Il direttore del Dipartimento di Scienze Mediche a Ferrara, Roberto Manfredini, ha spiegato che dietro al boom c’è l’idea che, assumendo la melatonina dall’esterno, non solo si riproduce la sua azione biologica ma si potenziano anche i benefici. L’unico dimostrato scientificamente, però, riguarda il jet lag, per il resto, gli studi a disposizione non sono sufficienti.

In altre parole: se è vero che si sta valutando il legame tra melatonina e sistema immunitario, probabilmente per la sua azione antiossidante, nulla è stato verificato sull’uomo, quindi il suo titolo di elisir di giovinezza è solo una credenza priva di fondamento.

Per quanto riguarda, invece, il miglioramento del sonno, la dose consigliata è di 1 milligrammo, i medici sostengono che assumerne di più sarebbe un carico eccessivo e inutile.

Non solo. La stessa pillola può favorire il sonno in alcune persone ed essere perfettamente inutile in altre. Bisogna innanzitutto rivolgersi al proprio medico per capire di che tipo di disturbo si soffre: fatica a prendere sonno oppure continui risvegli durante la notte. A seconda del problema bisogna assumere l'esatto tipo di melatonina: nel primo esempio la cura  funzionerà solo con la melatonina “fast", ovvero quella ad effetto rapido, prima di andare a dormire; nel secondo è preferibile quella “slow" ovvero a lento rilascio, che se presa prima di coricarsi inizierà ad agire solo qualche ora dopo. Un consiglio, però,  se prendete la melatonina prima di addormentarvi evitate gli smartphone e i tablet, poiché producono luce e, quindi, ne impediscono la produzione.

Molte persone, purtroppo, ne abusano, sostenendo che essendo un prodotto naturale non possa provocare danni. Questo è vero solo se presa al giusto dosaggio e per breve tempo. Ma se si protrae l'utilizzo , possono insorgere cefalea, vertigine e sonnolenza diurna.

E poiché regola il ritmo sonno-veglia, se non viene assunta nel momento giusto per un dato soggetto può spostare l’orologio biologico in una direzione sbagliata, creando maggiori problemi.

In conclusione, la melatonina non è da demonizzare, assumiamola con tranquillità e nelle dosi prescritte se ci aiuta a riposare, ma non pensiamo che sia un prodotto miracoloso che ci mantiene giovani a lungo!

Bibliografia: https://www.panorama.it/news/scienza/melatonina-mania, endocrine reviews.com, www.colangeloneurologo.it

 

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