Niente scrutini e pagelle, nelle Langhe a fare scuola sono mamma e papà

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Una dozzina di ragazzini stanno sperimentando l’Insegnamento parentale importato dall’America

Il conto alla rovescia per la fine della scuola è iniziato. Ma pagelle, libri, compiti delle vacanze e iscrizioni non mettono ansia. Di sicuro, non agli «alunni» del gruppo «Homeschooling Cinema Vekkio», una dozzina di bambini dai 5 agli 11 anni che vivono tra le colline albesi - le Langhe e il Roero dei paesaggi Unesco.

I genitori di questi ragazzi hanno scelto a settembre l’istruzione parentale, rinunciando a mandare i figli a scuola. Un fenomeno diffuso in America e che anche in Italia, da qualche anno, sta prendendo piede. Ma qui le famiglie hanno fatto un passo in più e si sono organizzate per trascorrere l’anno insieme condividendo una serie di attività tra educazione, didattica e gioco, con l’idea che «non si dovrebbe essere isolati».

 

La sede scelta è un circolo Arci nel comune di Corneliano, alle porte di Alba, già luogo di iniziative di dopo-scuola e intrattenimento. Nessun obbligo di frequenza, naturalmente, ma tre giorni a settimana di «lezioni fai-da-te» dove ognuno mette a disposizione il proprio bagaglio di competenze. Dalla mamma esperta di informatica e con un inglese fluente che il martedì tiene il «laboratorio di scienze bilingue», al papà sportivo che organizza le uscite nei boschi alla scoperta di piante e fossili. Coinvolgendo anche figure esterne, come la pensionata che propone il corso di cucito e l’insegnante di arte, a disposizione per qualche spunto su disegno e pittura.

 

Tutto legale? «Istruire i propri figli è per noi italiani un diritto costituzionale, sancito dall’articolo 30» spiega Virginia, mamma di Adelaide, 11 anni, alla prima esperienza a casa dopo aver frequentato i cinque anni di primaria, e di Corrado, 8, mai andato a scuola. «Di sicuro non è un’alternativa per tutti - suggerisce -. È un grande impegno, per il tempo da dedicare ai figli oltre il lavoro e da affrontare liberi da ansie da prestazione. Ma neanche la scuola è per tutti: sicuramente non è per un bimbo come mio figlio, iperattivo e poco malleabile. Ora è felice, impara con i suoi tempi. Ha iniziato a leggere dopo gli altri? Non importa. I risultati dell’homeschooling si apprezzano dopo anni: è un apprendimento a 360 gradi, spontaneo, complesso e multiforme. Come la vita». Per Stefano, papà di Elia, 7 anni tra un paio di mesi, «la gratificazione più grande è vederlo felice e sereno». Ma avverte: «Un compito oneroso. Da solo, il bimbo sceglie la via più facile: sta a noi trasmettergli le basi per l’apprendimento e, nel nostro caso, è stato importante il confronto con le istituzioni. Abbiamo concordato un percorso con le maestre e, tra la seconda e la terza elementare, Elia sosterrà l’esame. La nostra scelta è stata fatta per dargli ancora qualche anno di tranquillità e guadagnare tempo di qualità. Poi vedremo».

 

Nel mondo dell’homeschooling, oggi praticato da un migliaio di bambini in Italia, i genitori si assumono la responsabilità dell’istruzione dei propri figli dichiarandolo al dirigente scolastico. «Negli Stati Uniti è cosa consolidata, qui siamo partiti trent’anni dopo - spiegano dal gruppo -. Al di là dei momenti insieme, ognuno gestisce l’apprendimento del proprio bambino sette giorni su sette, 24 ore su 24. Capita così di fare a tavola piccole lezioni di fisica e chimica o di imparare le tabelline contando i passi durante una passeggiata». Nessuna programmazione. «Ci siamo appassionati agli Egizi, ne abbiamo parlato per settimane, siamo stati al Museo di Torino - dice ancora Virginia -. I bimbi sono aperti e curiosi, se imparano per amore e non per il voto ricorderanno la lezione per sempre. Non è detto che servano lavagne multimediali e sussidiari. Personalmente non sono contraria alla scuola, ma bisognerebbe prendere spunto da realtà come la Finlandia, dove si è rivisto il sistema di compiti a casa e giudizi». Domani il gruppo «Homeschooling Cinema Vekkio» si presenta al pubblico con una festa di fine anno per bambini, in cui si potranno avere informazioni su educazione parentale e metodi di istruzione alternativi. «Anche se per noi l’anno non finisce affatto qui» specificano i genitori. Non essendoci scuola, non c’è neanche vacanza.

 

http://www.lastampa.it/2016/05/28/edizioni/cuneo/niente-scrutini-e-pagelle-nelle-langhe-a-fare-scuola-sono-mamma-e-pap-MTKfvpVOau5DLiuyocoD6J/pagina.html

 

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