L'inquietudine sottoforma di anoressia e bulimia
Conferenza presso il Filmstudio di Savona organizzata dall'associazione CIRCOLO DEGLI INQUIETI
"Ciò che ha creato l'uomo è l'inquietudine"
Il 14 gennaio si è svolto un incontro con l'associazione che lotta contro l'anoressia e la bulimia soprattutto in età adolescienziale ma non solo; queste malattie mentali infatti colpiscono anche quarantenni, compresi uomini.
E' proprio di malattie mentali che si parla in ambito di anoressia a bulimia. Si tratta di un modo di pensare conformistico che porta ad un distaccco tra mente e corpo: non si è più padroni di esso.
In realtà, il malato si sente potente e perfetto, tanto da tendere alla perfezione a scuola piuttosto che sul lavoro e pensa di poter dominare la fame: è prorio questa convinzione di potenza a rendere l'anoressico sempre più convinto delle proprie azioni, perchè più non mangia e più si sente bene, perfetto, potente. L'anoressia mentale è il rifiuto o la difficoltà di mangiare.
Dalla esperienze vissute sula pelle e riportate da Ilaria Caprioglio e Stefano Tavilla -presenti al convegno e facenti parte del Circolo- è emerso che nelle fase iniziale la fame è terribile ma, avendo paura, ci si inizia a fermare fino ad eliminare tutte la fonti di cibo. Tuttavia, essendoci un distacco tra mente e corpo, non c'è una modalità sintonica; la trasformazione somatica non è sempre vissuta con serenità.
Solitamente ci si interessa maggiormente ad anoressia che a bulimia per il semplice fatto che si diffonde in una maggiore quantità di persone. Ma perchè questo? Si tratta -anche- di pressione mediatica. Il modello corporeo continuamente proposto in televisione influisce moltissimo sulla mente: la bellezza è magrezza. Influisce particolarmente la dismorsofobia, sintomo secondario dell'anoressia, che si manifesta quando il malato, di fronte allo specchio, si vede grasso e non perfetto come prevede la sua mente. La presenza dello specchio è fondamentale nel mondo della danza e proprio a proposito di questo è intervenuta Cristiana Rossi, insegnante di danza a Savona. Ha infatti confermato che nel campo della danza e della moda, lavorando con il corpo, si accellera sicuramente l'anoressia anche perchè la magrezza crea maggiore competitività.
Andrea Scella, professore ordinario di diritto processuale penale presso l'Università di Udine, ha citato e denunciato l'istigazione all'anoressia che, seppur incredibile da credere, esiste: vi sono circa 300.000 siti Internet che istigano a questa malattia ma che sono impossibili da cancellare, perchè appena se ne elimina uno, ne viene creato subito un altro, chissà in quale parte del mondo. E sebbene il diritto non abbia a che fare con la corporeità, è in grado di proteggere la persona .
Ma bisogna sempre tenere a mente che -come ha sottolineato Stefano Tavilla, fondatore del Circolo degli Inquieti, spinto dalla sua esperienza personale legata alla morte della figlia quindicene causata dalla bulimia- la diversità ha i suoi pregi e difetti e per questo deve essere accettata; siamo come cristalli di neve: fatti di una stessa struttura ma così fragili ed estremamente diversi l'uno dall'altro.
Questo articolo è stato letto: 64 volte



